ARCHITETTURA E LITURGIA: CONVEGNO CEI, RIPARTIRE DAL CONCILIO

"Non è facile oggi giudicare l’architettura sacra perché non è facile saperla leggere e decifrare". Lo ha affermato don Giuseppe Russo, responsabile dell’Ufficio nazionale per l’edilizia di culto della Cei, tracciando le conclusioni del convegno internazionale "Arte, architettura, liturgia. Esperienze europee a confronto" in corso a Venezia. Occorre "accettare la sfida di entrare in relazione con essa, cercare di comprenderne ragioni e linguaggio" per promuovere "una nuova alleanza tra l’architettura e l’uomo, con i suoi problemi ma anche con le sue aspirazioni". Infatti, secondo Russo " architettura, antropologia ed escatologia non possono non stare insieme ed alimentarsi reciprocamente". Ciò non significa "che l’architetto di chiese debba necessariamente essere credente, ma che egli non può disinteressarsi della vocazione propria di una chiesa a trasmettere il senso del sacro in modo forte e definito".” “Ne consegue "la necessità di continuare la ricerca, anche in campo liturgico, per conoscere più e meglio le soluzioni del passato e per adottare nuove soluzioni non arbitrarie". "Il nostro punto di partenza – ha concluso Russo – è il Concilio Vaticano II e la verità di riferimento quella espressa dalla riforma liturgica, patrimonio inestimabile per tutti".” ” ” “