ARCHITETTURA E LITURGIA: CONVEGNO CEI, "LA TENTAZIONE DI UNA ‘CHIESA VIRTUALE’"

"Spazio sacro provvisorio o provvisoriamente sacro?". E’ la provocazione dell’architetto spagnolo Esteban Fernández Cobián che nel convegno internazionale "Arte, architettura, liturgia. Esperienze europee a confronto" in corso a Venezia, per iniziativa della Cei, ha affrontato il tema degli spazi temporanei o alternativi destinati alla liturgia comunitaria. "La chiesa cattolica – ha spiegato Cobián – ha sempre ammesso la possibilità di celebrare fuori dalle chiese in determinate circostanze, purché in luogo degno". Una progressione logica lega "croci e tabernacoli ai crocicchi di Galizia e Bretagna, alle cappelle aperte degli indios nell’evangelizzazione del Messico fino agli altari delle Giornate mondiali della gioventù". In particolare, ha sottolineato Cobián, "i viaggi di Giovanni Paolo II hanno incoraggiato la costruzione di altari provvisori con alcune caratteristiche architettoniche precise: una grande croce per identificarli come luoghi della cristianità, una accentuata visibilità dell’altare per essere visto anche da molto lontano, servizi alla base del palco, dalla sacrestia all’ufficio stampa". "Nuove sfide, tra le quali la tentazione di una chiesa ‘virtuale’ – ha concluso Cobián –, attendono l’architettura sacra di questo secolo: solo se saprà mettersi al servizio dell’evangelizzazione, potrà andare al di là degli edifici".