BENEDETTO XVI: "CONSENSO INFORMATO CONDIZIONE PREVIA DI LIBERTÀ" (2)

"In questi casi – ha insistito il Papa – deve valere sempre come criterio principale il rispetto per la vita del donatore così che il prelievo di organi sia consentito solo in presenza della sua morte reale". "L’atto d’amore che viene espresso con il dono dei propri organi vitali – le parole di Benedetto XVI – permane come una genuina testimonianza di carità che sa guardare al di là della morte perché vinca sempre la vita". Del "valore di questo gesto", secondo il Papa, "dovrebbe essere ben cosciente il ricevente", destinatario "di un dono che va oltre il beneficio terapeutico", ed è capace di "incrementare la cultura del dono e della gratuità". Poi le indicazioni papali per il futuro: "La via maestra da seguire, fino a quando la scienza giunga a scoprire eventuali forme nuove e più progredite di terapia, dovrà essere la formazione e la diffusione di una cultura della solidarietà che si apra a tutti e non escluda nessuno". Per "una medicina dei trapianti corrispondente a un’etica della donazione", in altre parole, serve "da parte di tutti l’impegno per investire ogni possibile sforzo nella formazione e nell’informazione, così da sensibilizzare sempre più le coscienze verso una problematica che investe direttamente la vita di tante persone". Tutto ciò, ha concluso il Papa, per "fugare pregiudizi e malintesi, dissipare diffidenze e paure" e "sostituirle con certezze e garanzie".