"Non si può progettare una chiesa senza immergersi nella vita della comunità che questa chiesa ‘agisce’ in maniera attiva tutte le domeniche e quotidianamente": il suggerimento agli architetti è del card. Angelo Scola, patriarca di Venezia, intervenuto oggi al VI convegno internazionale su "Arte, architettura, liturgia. Esperienze europee a confronto" promosso da Cei, Patriarcato e Museo diocesano di Venezia. "Il tempio cristiano – ha osservato – non è innanzitutto un edificio ma è l’essere convocati da Gesù in vista di una partecipazione che culmina nel mangiare il suo Corpo. Nella storia della chiesa il tempio materiale è sempre subordinato a questa ‘ecclesìa’ e da questo punto di vista il tempio cristiano è qualitativamente diverso rispetto al tempio di ogni altra liturgia". Riferendosi alle "celebrazioni occasionali", i grandi incontri con il Papa o nei luoghi di vacanza, il cardinale ha affermato che "questi mostrano la vera natura del tempio di mattoni: essere il luogo in cui si ospita la presenza ineffabile del mistero del Dio". Più delicata la questione delle celebrazioni nei centri commerciali: senza escluderne "a priori la bontà", ha spiegato, "bisogna vedere come l’autocoscienza personale e comunitaria del soggetto che vive quel gesto si manifesta in quei luoghi. La liturgia non è un correre dietro alle persone perché prendano la messa dovunque e comunque…". ” “