PIO XII: UNA CONCEZIONE DELLA CHIESA CHE HA PRECEDUTO IL CONCILIO

“Nelle tre aree, fede – sacramenti – armonia fraterna, Papa Pio XII ha parlato non solo della gerarchia ma dell’intero corpo dei fedeli, insistendo sulla esigenza che tutto il popolo di Dio sia impegnato nell’annuncio e nella testimonianza del Vangelo. In questo senso si può dire che Pio XII ha anticipato il messaggio del Concilio Vaticano II”: lo ha detto questa mattina a Roma, al convegno “Eredità del Magistero di Pio XII” in corso all’Università Lateranense, p. William Henn, religioso capuccino e docente all’Università Gregoriana. “Benché nella visione di Pio XII – ha proseguito – ci sia l’assoluta necessità della gerarchia per la vita della Chiesa, lo stesso pontefice in numerosi pronunciamenti ha anche sottolineato che l’attiva partecipazione dei fedeli costituisce una parte integrante del dinamismo ecclesiale e della sua manifestazione missionaria”. Secondo Brunero Gherardini, docente emerito dell’Università Lateranense, intervenuto per commentare l’enciclica “Mystici corporis”, “Papa Pacelli ebbe il merito di fare chiarezza nella Chiesa degli anni ’40 e ’50, quando la presenza di vari movimenti (liturgico, ecumenico, mariano ecc.) dava quasi l’impressione di uno ‘stato confusionario’ nella comunità ecclesiale. Pio XII introdusse con chiarezza la teologia del ‘corpo mistico’ sulla cui base ha poi lavorato il Concilio Vaticano II”.” “