DONAZIONE DI ORGANI: LAFITTE (SANTA SEDE), “IMPORTANTE IL CONSENSO ESPLICITO”

“La donazione di organi è eticamente giustificata quando il soggetto ha espresso il consenso alla donazione”. Lo ha detto mons. Jean Lafitte, vicepresidente della Pontificia Accademia per la Vita, intervenendo oggi al Congresso internazionale sulla donazione di organi, in corso a Roma fino a domani. “Esistono due modalità molto diverse di espressione del consenso alla donazione di organi”, ha ricordato il relatore: “o tramite la persona stessa, prima della morte, o da un familiare, se dal soggetto in questione non vengono espresse indicazioni al riguardo”. Il consenso diretto, a sua volta, per Lafitte “può essere espresso in diversi modi, con il classico testamento, con le dichiarazioni anticipate di trattamento, tramite banche dati specializzate, verbalmente in maniera ripetuta e verificabile”. In ogni caso, secondo l’esponente vaticano, “l’espressione diretta del consenso esprime al meglio il dono”, perché entrano in gioco fattori come “il rapporto con il corpo e con la propria morte” e “la consapevolezza dei limiti della propria esistenza”. Quanto al consenso espresso dai familiari, per Lafitte “resta intatto il valore del donare se stessi, perché necessita di un atto profondo di accettazione della morte del proprio caro”, ma si tratta di “un processo molto arduo, spesso c’è una reticenza delle famiglie ad accettare la donazione”. Talvolta, inoltre, “si sollevano dubbi sulla validità del consenso alla donazione dato dai familiari”: di qui la necessità e l’importanza, ha concluso Lafitte, di “sensibilizzare le persone ad esprimere le proprie volontà in maniera esplicita, possibilmente scritta”.” ” ” ” ” “