"Quelli che colpiscono i cristiani sono bande, criminali, fuorilegge ed elementi del vecchio regime". Lo ha detto il premier iracheno al-Maliki incontrando ieri una delegazione cristiana. Secondo un comunicato stampa del governo, per il premier iracheno "gli attacchi contro chiese e moschee non hanno un particolare obiettivo ma colpiscono tutti gli iracheni. In Iraq non è mai stato un problema le relazioni tra cristiani e musulmani. Abbiamo dispiegato le forze di sicurezza per garantire sicurezza ai cristiani. Stiamo, inoltre, lavorando, – ha concluso al-Maliki per consentire il ritorno nelle loro case dei cristiani e per preservare i loro diritti come tutti gli altri iracheni. Le forze di sicurezza non lasceranno le loro posizioni e resteranno a proteggere i cristiani". Da tempo, ormai, i cristiani iracheni sono nel mirino di gruppi armati, minacciati, uccisi e costretti alla fuga, come a Mosul. Inoltre a minare la loro presenza nel panorama politico è anche la decisione del parlamento di modificare l’art. 50 della legge elettorale dei Consigli provinciali che di fatto riduce a soli 3 seggi la rappresentanza cristiana all’interno di questi Consigli. Decisione osteggiata fortemente dai cristiani e dalle altre minoranze del Paese.” “