“Di fronte agli orrori della guerra e a quella che poi sarebbe stata definita la Shoah Papa Pacelli non restò neutrale o indifferente, e quello che venne e viene tuttora bollato come silenzio fu invece una scelta consapevole e sofferta, basata su un giudizio morale e religioso chiarissimo”: così il card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato vaticano, ha proseguito la sua riflessione sui presunti “silenzi” di Pio XII circa la Shoah. “A riconoscerlo sono state e sono tantissime voci, anche al di fuori del mondo cattolico. Per esempio, già nel 1940 sul ‘Time’ Albert Einstein scrive: ‘Soltanto la Chiesa ha osato opporsi alla campagna di Hitler di sopprimere la verità. Non ho mai avuto uno speciale interesse verso la Chiesa prima, ma ora sento un grande affetto e ammirazione perché solo la Chiesa ha avuto il coraggio e la forza costante di stare dalla parte della verità intellettuale e della libertà morale”. Da parte sua il domenicano Yves Congar, poi cardinale, riferisce nel suo diario conciliare le confidenze d’un testimone del tempo, il confratello Rosaire Gagnebet. Dopo la strage delle Fosse Ardeatine il Papa s’interrogò “con angoscia” se denunciarla: “Ma tutti i conventi, tutte le case religiose di Roma erano piene di rifugiati: comunisti, ebrei, democratici e antifascisti, ex generali, ecc. Pio XII aveva sospeso la clausura. Se Pio XII avesse protestato pubblicamente e solennemente, ci sarebbe stata una perquisizione in queste case e sarebbe stato catastrofico”. Così il Pontefice scelse la protesta diplomatica”.