Oggi i mass media vivono “una stagione in chiaroscuro, fatto di molte ombre e di qualche luce. Per i quotidiani, ad esempio, sono tempi tendenti allo scuro per vendite, diffusione e lettori”. E’ quanto ha detto Dino Boffo, direttore di “Avvenire” intervenendo questo pomeriggio all’incontro sul tema “Il quotidiano scuola di vita? Fare cultura nel chiaroscuro dei media”, promosso dal Vicariato di Roma alla vigilia della Giornata di Avvenire e dei media diocesani, fissata per il 9 novembre, in occasione dei 40 anni del quotidiano cattolico italiano. L’accesso a tantissime informazioni per Boffo “non è di per sé garanzia di libertà d’informazione, né di maggiori conoscenze. Siamo storditi, se non travolti. Il paradosso è che non la conoscenza ma l’ignoranza sembra talora avanzare. E non la passione per la verità, per il pensiero critico, per la partecipazione; ma l’indifferenza, i luoghi comuni, il relativismo pratico, ossia l’incapacità a distinguere il vero dal falso, il bene dal male”. Per il direttore del quotidiano cattolico i mass media sono oggi “i principali veicoli di cultura, ossia di modelli di pensiero e di comportamento”. Per questo un compito delle parrocchie è aiutare "a crescere in abilità critica, dotandosi degli elementi per smascherare questi piccoli e grandi inganni, più o meno voluti, andando alla ricerca della realtà intera, comprese le zone in ombra”.