"Mi pare una coincidenza particolarmente significativa che, all’inizio del mio ministero pastorale a Firenze, mi sia dato in questo giorno di presiedere la celebrazione del 31° anniversario della morte di Giorgio La Pira, straordinaria figura di cristiano, terziario domenicano fedelissimo alla sua consacrazione, sindaco di Firenze, profeta e costruttore di pace e di unità tra i popoli, figura eccelsa di santità in questa Chiesa": lo ha detto questa sera, nella chiesa di S. Marco del capoluogo toscano, mons. Giuseppe Betori, aprendo l’omelia della messa dedicata alla memoria dei santi delle Chiese toscane, di quelli "anche canonizzati che non hanno trovato posto nel calendario liturgico e quelli rimasti anonimi, certamente i più numerosi". "Giorgio La Pira è un convertito ha detto più avanti mons. Betori -. La chiamata l’ha sentita nel pieno della sua giovinezza: nel 1924, a vent’anni, come annota sulla prima pagina del Digesto di Giustiniano, lo strumento di lavoro fondamentale per i suoi studi di romanistica. "A vent’anni; epoca di luce e inizio di unione al Maestro". Da questo incontro si deve necessariamente partire per comprendere chi è La Pira, qual è il suo vero segreto". (segue)