"Alcuni si legge ancora nell’editoriale – mi hanno anche parlato anche della ‘scandalosa’ impossibilità ad avere un titolo per la tesi, di esami scritti che non venivano corretti, di aule strapiene avvisate in diretta dell’assenza del professore. Altri hanno anche sottolineato lo scarso senso di responsabilità che si diffonde tra ampie frange degli studenti, della bassa frequenza alle lezioni, del fatto che molti usano l’ambiente universitario per fare di tutto meno che per studiare". "Da parte mia so che non è sempre così" aggiunge il sacerdote ricordando i propri trascorsi universitari "ma sono anche convinto che il buon andamento dell’università – e della scuola in generale – sia responsabilità di tutti, studenti, professori, impiegati e politici, ma che siano i docenti a fare la differenza, nel bene e nel male. Forse una buona forma per manifestare il proprio pensiero conclude don Anselmi – è fare semplicemente il proprio dovere, ogni giorno e farlo con umiltà ed onestà, è spesso una grande provocazione".