Prosegue la marcia dei Balcani occidentali e della Turchia verso l’Unione europea: alcuni paesi, come Croazia e Macedonia, "allungano il passo", per altri "occorrono ancora molte riforme", ma la possibilità dell’adesione rimane aperta per tutti. La Commissione Ue ha adottato oggi il documento di strategia annuale riguardante la politica di allargamento, sottolineando come essa "giochi un ruolo fondamentale per gli interessi strategici dell’Unione in materia di stabilità, di sicurezza e di prevenzione dei conflitti". Da Bruxelles si chiede però di accelerare le riforme e di "rispettare tutte le condizioni fissate" per il pieno ingresso nella "casa comune". Il commissario finlandese Olli Rehn si è soffermato in particolare sui casi della Croazia e della Turchia. Per Zagabria ha spiegato che la fase finale dei negoziati "potrebbe essere compiuta entro il 2009", lasciando intravvedere il via libera all’adesione dall’anno successivo. Più severo il giudizio verso Ankara: "Il ritmo dei negoziati con la Turchia continuerà a riflettere il ritmo delle riforme intraprese nel paese". Il documento conferma inoltre pur con tempi diversi – la "via europea" per Serbia, Montenegro, Albania, Bosnia-Erzegovina e per il caso particolare del Kosovo.