Le difficoltà e le sfide sul campo sono tanti (tra cui la costruzione di uno stato di diritto nella Repubblica Democratica del Congo e la difficoltà di mettere insieme in un unico esercito gruppi armati che per anni si sono combattuti tra loro) eppure, precisano, "nonostante questi problemi irrisolti e la grande delusione dopo le elezioni, la gran parte della popolazione ha ancora la volontà di costruire una convivenza pacifica, uscendo definitivamente dalla guerra". Per dare voce alla politica si consiglia di partire da alcuni "punti fermi": "organizzare con urgenza l’azione umanitaria per rispondere all’emergenza; Partire dagli accordi firmati tra le parti; ribadire il mandato, unificando le regole di ingaggio dei contingenti delle Nazioni Unite presenti nel Kivu, perché possano svolgere il compito che è loro assegnato, cioè quello di far rispettare gli accordi e proteggere la popolazione. Anche fermando le truppe irregolari di Nkunda che stanno occupando il territorio; creare un osservatorio internazionale sulle concessioni minerarie e di legname affinché si arrivi ad accordi legali e trasparenti e anche la popolazione possa godere del frutto di queste immense ricchezze".