"La mancanza di attenzione nei confronti dell’Africa – prosegue Melandri – non potrà più avvenire perché lui è africano. Certo, poi potranno esserci anche degli errori, non penso che la politica di potenza degli Stati Uniti venga meno con Obama. Però se non altro Obama sa di essere africano". Secondo Melandri l’elezione di Obama potrebbe dare un contributo anche alla soluzione della crisi nella Repubblica democratica del Congo e nella regione dei Grandi Laghi. "Gli interessi americani e del mondo anglofono in Congo sono molto forti perché stavano tentando di creare un’area molto forte dal punto di vista geo-strategico e geo-economico spiega -. Se Obama cerca di capire qualcosa di più dell’Africa può darsi che cambi qualcosa anche nella crisi dei Grandi Laghi. Alcuni segnali ci sono già: il fatto che siano andati a Kinshasa e a Goma il ministro degli esteri francese e il ministro degli esteri inglese è una novità. Rappresenta un avvicinamento tra le due posizioni contendenti. Anche il fatto che l’Unione europea, gli Stati Uniti e l’Unione sovietica chiedano a Kagame e a Kabila di incontrarsi manifesta ufficialmente, per la prima volta, che la crisi non è solo interna al Congo".” ” ” “