"Spero che dal punto di vista dei rapporti tra Usa e Africa ci sia finalmente la capacità, da parte degli Stati Uniti, di avere una attenzione alla voce dell’Africa, di capire le sue parole e le domande politiche ed economiche". E’ l’auspicio di Eugenio Melandri, coordinatore della campagna "Chiama l’Africa" a proposito dell’elezione di Barak Obama, primo presidente di origine africana degli Stati Uniti. "E’ un fatto strepitoso che il figlio di un immigrato africano, che ha ancora i familiari in Kenya, diventi presidente degli Stati Uniti commenta al Sir Melandri -. Per l’Africa significa avere finalmente una parola. Perché l’Africa non c’è mai stata nelle agende della grande politica, della grande economia, dei grandi numeri". In tanti casi, ricorda Melandri, gli Stati Uniti "oltre a vedere l’Africa come qualcosa di lontano e continuare, come fanno tutti, ad approfittare delle sue risorse, spesso non hanno neanche capito l’Africa. Sono proverbiali anche alcune gaffe di Clinton, arrivato in un Paese mentre pensava di essere in un altro". L’Africa interessava "solo per motivi di carattere strategico: ad esempio l’attuale dibattito sull’organizzazione di una forza di intervento militare per l’Africa, una sorta di ‘Nato per l’Africa’". (segue)