"La voce dei bambini congolesi è spezzata dal frastuono della guerra. Sono loro le vittime più vulnerabili di un conflitto che degenera di ora in ora e sta colpendo la popolazione del Nord Kivu, la regione orientale della Repubblica Democratica del Congo". E’ quanto fa presente l’Aibi (associazione Amici dei Bambini), in una nota in cui denuncia: "Con decine di migliaia di persone in movimento, in un clima di terrore e caos, molti bambini sono stati separati dalle loro famiglie, altri sono stati abbandonati nei centri o per le strade della regione". Prende le mosse da questa situazione la campagna di sostegno a distanza “Bambini al centro”, promossa dall’Aibi per aiutare i bambini congolesi. Nell’area di Kinshasa l’associazione collabora con tre centri di accoglienza (Colk, Moje e Mheed) che ospitano circa 300 bambini: minori rifiutati dalla loro famiglia perché accusati di stregoneria, bambini soldato, bambini separati dalla loro famiglia a causa della guerra, orfani o abbandonati. “Ognuno di loro ha detto Marco Griffini, presidente di Amici dei Bambini – vive un doppio trauma: l’abbandono e la guerra. Con il sostegno a distanza possiamo creare un ‘ponte’ con un paese colpito dalla guerra. Oltre al sostegno economico è importante fare un gesto di solidarietà”.