Il debito dei Paesi poveri "rappresenta uno degli aspetti più inquietanti del più vasto scenario mondiale": lo afferma oggi il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nel messaggio indirizzato a mons. Alessandro Charrier, vescovo emerito di Alessandria e presidente della Fondazione Giustizia e solidarietà. Il messaggio è stato letto in sala ai partecipanti al convegno su "Debito, giustizia e solidarietà", in corso da tre giorni a Roma, che chiude anche la Fondazione e il percorso avviato nel 2000 con la Campagna ecclesiale per la remissione del debito estero. "Non vi è dubbio scrive il card. Bagnasco – che l’iniziativa messa in campo abbia sortito l’effetto di sensibilizzare l’opinione pubblica su una questione come quella del debito dei Paesi poveri che rappresenta uno degli aspetti più inquietanti del più vasto scenario mondiale". "Non a caso prosegue il presidente della Cei – tra gli ‘indici’ che Giovanni Paolo II segnalava per rimarcare la persistenza di un fossato tra il Nord e il Sud del mondo, c’era proprio il debito internazionale". Giovanni Paolo II, prosegue il card. Bagnasco, aveva anche invitato a "far sì che questa nuova condizione globalizzata sia vissuta non come una fatalità da subire, ma come una sfida da orientare nella linea di una progressiva umanizzazione". (segue)