Pertanto ha proseguito il Papa rifacendosi al pensiero di Tommaso Aquino "la creazione non è né un movimento né una mutazione. È piuttosto una relazione fondante e continua che lega la creatura al Creatore che è causa di ogni essere e di tutto il divenire". Rifacendosi poi ad una immagine di Galileo, papa Benedetto XVI ha detto che la natura è come "un libro" il cui autore è Dio e "la cui storia, evoluzione, contenuto e significato" vengono letti nel tempo "a seconda dei differenti approcci delle scienze". "Questa immagine ci aiuta anche a capire che il mondo, lungi dall’essere originato dal caos, assomiglia ad un libro ordinato". "Possiamo non essere in grado di leggere l’armonia del tutto e le relazioni tra le singoli parti e le loro relazioni con l’insieme. Tuttavia rimane una vasta gamma di eventi intellegibili". "Il processo è razionale" e "rivela un ordine" fatto di "corrispondenze e di finalità innegabili". Lo studio "sperimentale e filosofico" è chiamato a indagare "questi ordini". Da qui la riconoscenza della Chiesa per "le scienze naturali", anche perché è grazie ad esse ha detto oggi il Santo Padre che "noi abbiamo grandemente aumentato la nostra comprensione riguardo l’unicità del posto dell’uomo rispetto al cosmo".