MEDIO ORIENTE: CIPMO, GIORNALISTI ISRAELIANI E PALESTINESI INSIEME PER "UNA CULTURA DI PACE"

Si è concluso oggi un seminario di 3 giorni fra 20 giornalisti e esperti di comunicazione israeliani e palestinesi, incentrato sul ruolo dei media durante il conflitto, sulla loro capacità di influenzare l’opinione pubblica e sulle modalità per diffondere un linguaggio dei mezzi di comunicazione più moderato e tollerante. L’evento fa parte di "More than Words", progetto biennale finanziato dall’Ue, promosso dai centri Keshev (israeliano) e Miftah (palestinese), con il Cipmo, il Centro italiano per la pace in Medio Oriente. "I partecipanti delle due delegazioni – fa sapere il Cipmo – si sono confrontati sul lavoro di monitoraggio svolto sulla rispettiva stampa durante i due anni di progetto e hanno riconfermato il comune obiettivo di lavorare insieme per far si che la stampa diventi sempre più uno strumento di diffusione di una cultura di pace e non di incitazione all’odio". Janiki Cingoli, direttore del Cipmo, chiudendo l’incontro, ha affermato che le diplomazie non bastano a fare le pace e quindi devono entrare in campo le società civili e in questo i media svolgono una funzione essenziale. Tra le proposte emerse per il futuro quelle di un nuovo stage per giovani giornalisti delle due parti da realizzarsi in Italia, e la creazione di un Istituto per la comunicazione e il conflitto, che riunisca esperti israeliani e palestinesi per realizzare progetti comuni.