OGNISSANTI: WILLIAMS (ANGLICANI), "CHE DIRE DEI SANTI IN UNA CHIESA DIVISA?"

"Le persone che le chiese riconoscono come santi, ci mostrano cosa è vero per tutti i cristiani, ci offrono la definizione di ciò che significa la vita da battezzati. Ma che dire dei santi di una Chiesa divisa?": è l’interrogativo posto dall’arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, nel testo inviato ai partecipanti al Simposio internazionale "Una nube di testimoni: opportunità per una commemorazione ecumenica" in corso presso il monastero di Bose (fino al 2 novembre), per iniziativa della comunità monastica e della Commissione Fede e Costituzione del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec). "In Occidente e in Oriente – prosegue il testo – ci sono persone che hanno patito sofferenza e morte per mano di cristiani – cattolici, ortodossi, anglicani, protestanti – e sono stati riconosciuti come martiri: come possiamo celebrare la memoria di qualcuno che è morto per nostra stessa mano?". Per Williams: "I martiri ci invitano ad identificarci con il Cristo presente accanto ad ogni uomo vittima di violenza ed esclusione e a riconoscere la nostra complicità nella violenza e nella prospettiva distorta che l’ha generata". "Quando celebriamo i santi in contesto ecumenico – ha concluso – celebriamo la Chiesa che sarà e non è ancora: il corpo escatologico di Cristo del quale tutti coloro che lo hanno servito nella verità sono ugualmente partecipi anche se sono stati divisi tra loro nella storia".” ” ” “