"Una nuova alleanza tra istituzioni, imprese e cittadini di buona volontà per aiutare concretamente i Paesi poveri a imboccare la strada dello sviluppo". È l’obiettivo che il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace propone per la conferenza convocata dalle Nazioni Unite a Doha, dove, a fine novembre, si formuleranno proposte per finanziare lo sviluppo dei Paesi del sud del mondo. Sotto esame ricorda Leonardo Becchetti, dell’Università "Tor Vergata" di Roma, sull’Osservatore Romano – la situazione reale che la società globale sta attraversando in questo scorcio di millennio, per cercare di capire quali margini di intervento restano per dare continuità ai progetti sottoscritti a Monterrey nel 2002 in favore dei Paesi sottosviluppati. "La crisi finanziaria globale che scuote il mondo dimostra una volta per tutte che il sistema economico non funziona senza valori", commenta Becchetti, secondo il quale "le regole, anche quelle migliori, non ci salvano senza la nostra attiva collaborazione al bene comune". Di qui la necessità di "una nuova alleanza tra istituzioni, imprese e cittadini di buona volontà", in modo da identificare "regole e comportamenti per promuovere la dignità della persona e porre le condizioni per una felicità sostenibile".