"Profondo cordoglio" per la morte, avvenuta il 28 ottobre, di p.Bernard Digal, dell’arcidiocesi di Cuttack-Bhubaneshwar, in Orissa, è stata espressa dalla Conferenza episcopale indiana in un comunicato diffuso oggi, a firma del segretario generale mons. Stanislaus Fernandes. Si tratta del primo sacerdote cattolico morto a causa delle violenze dei fondamentalisti indù contro i cristiani: era stato aggredito e malmenato il 24 agosto, è morto in ospedale a Chennai, nel Tamil Nadu, in seguito alle gravi lesioni alla testa. I funerali di p.Digal si terranno domani, 31 ottobre, a Bhubaneshwar, in Orissa. Con la sua morte il numero delle vittime delle violenze sale a 60. I vescovi indiani si dicono "preoccupati" per il perdurare degli attacchi contro i cristiani in Orissa: "Molti soffrono ancora negli ospedali e nei campi profughi, dove l’assistenza medica è insufficiente, e la vita è miserevole". I vescovi chiedono al governo indiano di "offrire corrette cure mediche e assistenza necessaria per le oltre 10.000 persone rifugiate nei campi profughi". Altro motivo di preoccupazione è il fatto che "i proprietari dei terreni agricoli non possono tornare ai propri villaggi per occuparsi delle loro colture". Intanto oggi in Italia il Senato ha approvato all’unanimità una mozione sottoscritta da tutti i gruppi politici contro le persecuzioni subite dalle comunità cristiane nel mondo.” “