Facendo poi il punto sullo stato del dialogo tra ebrei e cattolici, il rabbino ha ricordato lo "sconcerto" che ha suscitato nella comunità ebraica la riformulazione della preghiera nel rito latino della Pasqua riguardo alla "conversione degli ebrei" ed ha aggiunto: "siamo molto grati per i chiarimenti che abbiamo ricevuto da S.E. il card. Kasper e ripetuti da S.E. il card. Bertone nella sua lettera ai rabbini capi di Israele affermando che questa preghiera è di natura escatologica e in nessun modo riflette una approvazione di proselitismo di ebrei da parte della Chiesa". "Siamo altresì profondamente colpiti dal fatto ha aggiunto il rabbino che il Sinodo dei vescovi appena conclusosi qui a Roma, abbia sottolineato l’importanza non solo delle Scritture ebraiche per la Chiesa, ma anche il posto del popolo di queste Scritture, e cioè il popolo di Israele. Di più. Il fatto che al Sinodo sia intervenuto per la prima volta un rabbino uno dei rabbini capi di Israele ne è di per se stesso una testimonianza significativa". Il saluto del rabbino si è concluso con la manifestazione di "solidarietà" da parte del Comitato verso "i nostri fratelli e sorelle cristiane che hanno sofferto e soffrono a causa della violenza e della persecuzione in differenti parti del mondo e soprattutto in Iraq, nel Sud e Sud-Est asiatico".