Gli anni universitari sono "uno dei momenti fondamentali" nella vita degli studenti, "non solo per le informazioni di cui venire in possesso" utili al lavoro che poi si andrà ad intraprendere, "ma anche per la formazione" della persona. Lo ha detto ieri sera a Bologna l’arcivescovo, card. Carlo Caffarra, nell’omelia della messa per l’inizio dell’anno accademico. Riferendosi alle letture bibliche, Caffarra ha ricordato che "l’istanza ultima del giudizio circa la nostra vita non sarà la coscienza di ciascuno, ma il Signore stesso". "L’esercizio della nostra libertà", dunque, "è un «caso serio» perché, vedendoci perdenti, non potremo cambiare le regole del gioco, dal momento che non siamo noi a costituirle". "La costruzione della propria vita ha aggiunto è un impegno quotidiano serio: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta», ci ha detto Gesù nel Vangelo. È la «porta stretta» di chi non erige a criterio delle sue scelte solo l’utile o il piacevole, ma il bene e il giusto", sapendo "che la sua libertà è un bene che dev’essere condiviso con la libertà dell’altro, e non esercitata per affermare se stesso prescindendo o a spese dell’altro. Ma soprattutto è la «porta stretta» della sequela di Cristo, attraverso la quale solamente l’uomo giunge «a sedersi a mensa nel Regno di Dio»". "La vita vera ha quindi concluso non è a buon mercato".