“Il documento per l’utilizzo delle competenze psicologiche per i candidati al sacerdozio non specifica quali di queste competenze debbano essere coinvolte, se lo psicologo, psichiatra, psicoterapeuta, psicoanalista, per non fare distinzioni. La loro adozione dipende dal tipo di problema da affrontare”: lo ha detto in Vaticano stamane, durante la conferenza stampa sul nuovo documento della Congregazione per l’Educazione Cattolica, don Carlo Bresciani, psicologo e consultore dello stesso dicastero. “Le problematiche da affrontare possono essere diverse e quindi potrebbe bastare una consulenza occasionale per affrontare un problema o una ‘ferita’ non risolta. Come potrebbero essere necessarie consulenze più complesse, sempre con il consenso dell’interessato”. Don Bresciani ha precisato che “gli esperti consultabili debbono essere aperti al trascendente, comprendere e condividere i valori propri dell’antropologia cristiana, condividere ad esempio il senso e l’importanza della castità. In questo modo possono contribuire ad aiutare un cammino vocazionale”. Sullo stesso argomento il Segretario della Congregazione, mons. Jean-Louis Brugués, ha affermato che “spesso i problemi non appaiono nell’adolescenza o nella prima giovinezza, ma si manifestano più avanti negli anni. Per questo il tipo di aiuto deve essere adatto al problema che si pone”.