"Siamo di fronte a un’occasione storica: applicare il concetto di dono anche nella reciprocità che si sviluppa dentro il mercato, non solo al di fuori di esso, come in famiglia o nella parrocchia". Potrebbe essere questa una conseguenza "buona" della crisi economica, uno sviluppo imprevisto e positivo, oltre che un auspicio per Stefano Zamagni, docente di Economia politica all’Università di Bologna e presidente della Fondazione per il volontariato. Zamagni è intervenuto ieri sera a Milano alla presentazione del libro edito da Vita e pensiero "Quello che circola tra noi. Dare, ricevere e ricambiare" di Jacques T. Godbout. "Avere imprese che praticano la reciprocità non è un’utopia ha detto ancora Zamagni – ma tale la considera solo chi non vuole averne". La loro scarsa diffusione è dovuta al fatto che "l’assetto giuridico della società è derivato da due paradigmi, quello olistico e quello individualistico, che non sono molto diversi tra loro, perché entrambi si rifanno a un interesse, quello del singolo o quello di un gruppo". I problemi economici, dunque, non sono derivanti dalla crisi dell’economia di mercato, ma da quella del capitalismo: "L’economia di mercato tiene, è solida afferma ancora Zamagni ed è ben più vecchia del capitalismo, essendo nata tre secoli prima di questa grazie a francescani come Antonino da Firenze, che la orientarono al bene comune". (segue)