"L’insignificanza della diversità sessuale umana" è "forse il più grave errore antropologico di cui si avvelena la post-modernità". Ne è convinto il card. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, intervenuto questo pomeriggio al Convegno internazionale su "Il Vaticano II e il pontificato di Giovanni Paolo II". Secondo il porporato, "alla radice di tute le difficoltà che oggi la proposta cristiana incontra a riguardo del matrimonio" c’è "la sconnessione operata nella e dalla post-modernità fra matrimonio e famiglia e natura della persona umana". Una "sconnessione" che per Caffarra "ha condotto e sta conducendo verso una totale artificializzazione della famiglia e del matrimonio", pensati come mere "convenzioni" sociali, la cui definizione "è esclusivamente il frutto del consenso sociale". La progressiva introduzione negli ordinamenti giuridici del "matrimonio omosessuale" secondo il cardinale nasce "dall’affermazione della relatività di ogni forma che l’humanum può prendere", la quale "rende impensabile una radicazione di matrimonio e famiglia in un logos e in un ethos stabili e permanenti". (segue) ” “