Duemila sacerdoti si sono riuniti questa mattina in Duomo a Milano per la celebrazione di apertura dell’assemblea sinodale del clero. L’incontro è stato caratterizzato dalla lectio tenuta dal vescovo di Brescia mons. Luciano Monari, che ha salutato i presenti come "presenza viva di Cristo in questa Chiesa", uniti al cardinale Tettamanzi "come le corde sono legate alla cetra". Predicazione e sacramenti le due parole che il vescovo ha ripetuto: "E’ Cristo risorto che parla ogni volta che nella Chiesa viene annunciato il Vangelo. Ed è Cristo risorto che agisce quando vengono celebrati i sacramenti". Dunque, ha aggiunto, i preti sono "strumenti utili affinché Dio possa far crescere e formare la Chiesa". Dio, ha precisato il vescovo di Brescia, "non ha bisogno dei sacerdoti, ma l’uomo Gesù ha bisogno di noi perché la sua parola umana e la sua azione umana restino elementi operanti dentro la storia". E ancora: "Siamo tante voci, ma la Parola è unica". Per questo motivo, anche se "è difficile trovare una perfetta concordia, noi non ci possiamo rinunciare". "Il futuro del nostro ministero ma anche della Chiesa ha concluso si giocherà nell’autenticità di quella vita che riusciamo a suscitare con le parole e i gesti che operiamo. Non si tratta di fare cose straordinarie, ma di diventare gli strumenti del Signore risorto".