"L’attuale normativa non riesce a stare al passo con le innovazioni tecnologiche" e "gli strumenti sanzionatori sono troppo deboli" ha osservato questa mattina Gianluigi Magri, commissario dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, intervenuto al convegno "Videogiochi e minori". "Il Pegi è insufficiente e facilmente eludibile" ha aggiunto, riferendosi al Pan European Game Information, sistema di classificazione e autovalutazione dei videogames elaborato dagli stessi produttori e distributori e introdotto nel 2003 in 16 Paesi europei. Per Magri esso "dovrebbe essere gestito da un organismo terzo e autorevole"; inoltre occorre sanzionare anche i videogiochi che "surrettiziamente istigano alla pornografia, al razzismo, al satanismo e all’uso di sostanze". "Convegni di questo tipo evidenziano la grave emergenza educativa costantemente richiamata dalla Chiesa" ha detto al Sir Franco Mugerli, presidente del Copercom (Coordinamento associazioni per la comunicazione), a margine dell’incontro. Mugerli chiede "maggiore responsabilità ai media" della cui "pervasività spesso non ci si rende conto", norme e sanzioni più efficaci ma, precisa, "da sole esse non bastano: è infatti centrale la questione dell’educazione". Di qui l’urgenza di "adeguati percorsi di formazione degli educatori" per "formare i ragazzi ad un uso critico, consapevole e corretto dei media".