PIEMONTE

Patrimonio da custodire

Tutela beni culturali: un’intesa con la Cep

Nuove modalità di lavoro per salvaguardare e valorizzare il prezioso patrimonio dei beni culturali d’interesse religioso appartenenti a enti e istituzioni ecclesiastiche piemontesi. È l’obiettivo del protocollo d’intesa firmato il 15 ottobre scorso tra la Conferenza episcopale piemontese (Cep) e la regione Piemonte. L’intesa, della durata di quattro anni, prevede la partecipazione dell’amministrazione regionale ai finanziamenti per le opere di restauro del patrimonio culturale ecclesiastico, e oltre a riguardare le diocesi che fanno parte della Cep (esclusa la Valle d’Aosta), tocca anche le parrocchie delle diocesi di Genova (21), Ventimiglia (2) e Tortona (144) che si trovano sul territorio piemontese.Obiettivi dell’intesa. Tre le finalità principali. La prima: il riconoscimento da parte della Regione di tutti i beni culturali ecclesiastici come beni meritevoli di tutela e di attenzione. La seconda: rendere il patrimonio ecclesiastico il più possibile fruibile dai cittadini e dai turisti. La terza: programmare gli interventi di recupero e di valorizzazione dei beni culturali ecclesiastici, attraverso un’apposita commissione paritetica che avrà il compito di coordinare e di concentrare gli sforzi senza disperderli in iniziative isolate. “Un aspetto, questo, che in un momento di generale difficoltà finanziaria è quanto mai opportuno”, hanno fatto notare i responsabili dell’amministrazione regionale. L’impegno per la cultura. In sostanza, la Regione s’impegna a intervenire per la valorizzazione dei beni storico-artistici e architettonici ecclesiastici contribuendo anche al loro restauro, oltre che a sostenere il riordino, l’inventariazione, la catalogazione, il restauro e la conservazione del patrimonio librario e documentario ecclesiastico e a favorire l’aggiornamento del personale dei musei e delle biblioteche ecclesiastiche. Dal canto loro, le diocesi piemontesi s’impegneranno a favorire l’apertura al pubblico dei beni culturali, comprese biblioteche e archivi. E a favorire la collaborazione tra i musei diocesani e il sistema museale territoriale. La commissione paritetica. La programmazione degli interventi di restauro e di valorizzazione del patrimonio culturale sarà pluriennale e sarà concordata in base alla priorità da una commissione paritetica. L’organismo sarà presieduto dall’assessore regionale alla Cultura e dal presidente della Consulta regionale per i Beni culturali ecclesiastici, e sarà composto dai funzionari esperti della Regione e dai delegati della Consulta, compresi i rappresentanti degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica. Assetati di bellezza. “Noi tutti siamo assetati di bellezza”, ha commentato mons. Piergiorgio Debernardi, vescovo di Pinerolo e presidente della Consulta per i beni culturali della Cep, citando, alla firma del protocollo, le parole di Paolo VI. “La filosofia di questa nuova intesa – ha precisato mons. Debernardi – è quella di creare le condizioni per la massima collaborazione tra istituzioni regionali ed ecclesiastiche, offrendo la priorità agli interventi più urgenti”. Tutto grazie al “cuore di questa intesa”: la “costituzione della commissione paritetica che avrà lo scopo – ha spiegato il vescovo – d’istruire i progetti, di armonizzare gli interventi, d’individuare le risorse e di approfondire gli ambiti di collaborazione”. Una collaborazione con le istituzioni che si cercherà di estendere anche all’analogo Comitato paritetico presso la Direzione regionale per i Beni culturali: per “armonizzare tutti gli interventi miranti la salvaguardia e la tutela dei beni culturali di proprietà ecclesiastica rispondendo sempre meglio alle esigenze di tutela e di valorizzazione di questo cospicuo patrimonio”, ha aggiunto il responsabile degli operatori della Consulta regionale per i Beni culturali ecclesiastici, don Valerio Pennasso. a cura di Gabriele Guccione(02 novembre 2012)