Il "fenomeno" della "festa di Halloween" presenta "almeno due risvolti negativi, uno più preoccupante dell’altro". Ne è convinto mons. Giuseppe Zenti, vescovo di Verona, che interviene sull’argomento con una riflessione pubblicata sull’ultimo numero del settimanale diocesano ("Verona Fedele"). "Halloween scrive mons. Zenti fa guardare alla morte più con un clima da sagra, o da carnevale, che con la serietà che essa merita. Non è detto che la morte debba essere considerata solo con l’occhio che ne fa intravedere la tragicità. Il cristiano sa bene che la morte viene riscattata dalla fede nel suo superamento, nel mondo dei risorti in Cristo". Tuttavia, prosegue mons. Zenti, "è realtà estremamente seria. Quanto meno, pone fine ad una fase dell’esistenza e impone non pochi interrogativi problematici di carattere esistenziale e culturale". Ora, riflette il vescovo, "se l’obiettivo di Halloween è ridurre una tale realtà ad una sorta di pura virtualità, chiunque ha senso di responsabilità educativa non può non rendersi conto del rischio a cui espone. La morte infatti non va esorcizzata anche con queste sagre. Essa va affrontata nella crudezza della sua realtà. Assumendone le problematiche, per affrontare le quali conviene mettere insieme gli apporti culturali ispirativi di cui si è attrezzati, non ultimo quelli che attingono dalla fede cristiana". (segue)