Non "un incontro di rapporti di forza tra i partecipanti, ma un momento di ascolto, di rispetto e di ricerca di un avvenire comune". Così un comunicato congiunto del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) e della Conferenza delle Chiese cristiane (Kek), diffuso oggi, definisce la Conferenza europea islamo-cristiana promossa dai due organismi su “Essere cittadini europei e persone di fede. Cristiani e musulmani come partner attivi nelle società europee”, che dal 20 al 23 ottobre ha riunito a Bruxelles/Malines 45 rappresentanti cristiani e musulmani di 16 nazioni europee. "La Conferenza si legge nel comunicato il cui testo integrale è su www.ccee.ch – non si è limitata a parlare del dialogo tra cristiani e musulmani, ma ha realizzato un vero e proprio dialogo schietto e fraterno, con l’adozione di una dichiarazione comune". In questo "è stata un’esperienza di vera e propria cittadinanza attiva". Per il pastore Jean-Arnold de Clermont, presidente della Kek, "se non vuole rinchiudersi in se stessa, l’Europa non può eludere il dialogo con l’Islam, così come i paesi musulmani non possono fare a meno del dialogo con l’Europa dei diritti dell’uomo e dell’autonomia della politica e della religione". (segue)