Portare nella società "un nuovo umanesimo", partendo dalla constatazione "della necessità di una nuova unità dei saperi scientifici", ed essendo consapevoli che tale proposta "ha espliciti fondamenti cristiani". Lo chiede il Meic nel "Documento Camaldoli", che verrà sottoposto all’approvazione dell’assemblea nazionale del Movimento, riunita a Roma da oggi a domenica prossima. "La proposta rileva il documento non significa indebita invasione della religione in campi a essa non propri. Se va infatti accettata la realtà che le religioni sono ormai parte della sfera pubblica, va altrettanto accettato l’assunto che i principi fondanti della democrazia (…) vanno salvaguardati non riducendo al silenzio le religioni, ma rendendo dialogica e non intollerante la loro compresenza nella convivenza comune". "C’è molta attesa, attorno a noi", ha commentato a tal proposito il presidnete del Meic, Renato Balduzzi, nella sua relazione. "Mondi e persone che un tempo avremmo considerato irrimediabilmente lontani rivelano una crescente disponibilità al confronto, al dialogo, a un orizzonte di senso". "Il tempo che stiamo vivendo ci sembra, per la Chiesa che è in Italia, un tempo propizio per aprire, non per chiudere".