PUGLIA
Contro l’usura: la legge regionale e l’impegno di istituzioni e volontariato
Il 24 marzo il Consiglio regionale pugliese ha approvato all’unanimità una legge per contrastare l’usura e il racket. La legge prevede la collaborazione tra enti locali, l’istituzione di un Fondo per tutte le vittime dei reati di estorsione e usura, esercenti attività economiche e imprenditoriali, lavoratori dipendenti o pensionati.Previsti, inoltre, un Osservatorio, una unità speciale regionale e la Consulta delle organizzazioni antiracket e antiusura. Stanziati per il 2006 1 milione di euro. Secondo i dati forniti dalla Fondazione Antiusura “San Nicola e Santi Medici”, che ha 8 centri di ascolto in Puglia, la prima causa del ricorso ai prestiti usurari è quella delle spese mediche. Nel 2005 è cresciuto il ricorso all’usura da parte delle famiglie della classe media. L’identikit dell’usurato: maschio, 35-64 anni, pensionato o lavoratore dipendente.Legge importante. “Già a meta degli anni Novanta – dice mons. Alberto D’Urso presidente della Fondazione antiusura San Nicola e Santi Medici e segretario della Consulta nazionale antiusura – la Fondazione aveva presentato proposte di legge di cui si è però perduta traccia”. “Mentre in alcune regioni si è partiti per tempo, in Puglia abbiamo atteso fino a dicembre 2005”, dice D’Urso, che ringrazia la Regione, “perché ha accolto alcuni emendamenti” proposti.”Il giudizio sulla legge è favorevole – dice – perché permette alla nostra Regione di lavorare in rete con le altre”. È “positivo l’accesso ai benefici da parte di tutte le vittime dei reati di usura ed estorsione – prosegue – nonché il sostegno per consulenza legale, tutoraggio e consulenza aziendale prestati dalle associazioni in favore di esse”. “Segnalo, in particolare”, continua, la previsione di “una elargizione, da non restituire, alla vittima dell’usura sia che si tratti di esercente attività economiche che di soggetto inquadrabile nella categoria della famiglia, e questa è una integrazione che abbiamo chiesto”.La legge, inoltre, “potrebbe rivestire una valenza positiva”, perché oggi “i fondi della prevenzione previsti dalla legge 108/96 sono insufficienti”. La legge è importante anche perché “permette di integrare localmente quello che la legge statale non riesce ad assicurare”, come “i fondi per l’assistenza legale, le famiglie e il tutoraggio, perché le vittime hanno bisogno di sostegno altrimenti le denunce non aumenteranno” nonostante aumentino i casi di usura e racket. D’Urso, tuttavia, riconosce che “sul piano della prevenzione, della educazione alla legalità e degli interventi sono stati fatti passi da gigante”. “C’è un fatto negativo”, dice D’Urso: “La messa a disposizione di solo 1 milione di euro”. “Sappiamo che l’importo medio degli interventi nei soggetti sovraindebitati non è mai inferiore a circa 35mila euro e che ogni anno si realizzano non meno di 50-60 interventi; tutto questo dimostra, essendoci un pullulare di associazioni, come la Regione faticherà a star dietro” alla loro operatività.La legge regionale “avrebbe potuto meglio integrare le lacune della legge dello Stato, in particolare avrei preferito che il discorso sulla famiglia fosse stato ribadito con maggiore forza”. D’Urso si rammarica perché “non vengono mai studiate le cause” del fenomeno, come il gioco d’azzardo e perché “non si fa nulla” per ridurre i tempi e migliorare la qualità delle indagini dei processi per usura e estorsione.”Mi auguro – conclude – giacché dal 2005 la Regione è socio promotore della Fondazione che non venga meno il fondo di 150mila euro che a regime la Regione ha messo a disposizione”. Anche perché le fondazioni di volontariato in Italia hanno lavorato meglio e di più delle associazioni di categoria”.”Un contributo straordinario”, così Filippo Cavaliere, presidente della Fondazione antiusura “Buon samaritano” di Foggia, definisce “l’attività in Puglia del mondo cattolico per la lotta contro l’usura”. Sulla legge regionale “non si può che esprimere un giudizio positivo”, innanzitutto per la “sensibilità” dimostrata e perché “il mondo politico all’unanimità, e qui è la forza del provvedimento, ha inteso affrontare con tanta determinazione una problematica così sentita”.Tra gli aspetti fondamentali, il fatto che “continuamente il legislatore punti l’attenzione sulla collaborazione tra enti e istituzioni, individuando con una certa precisione i compiti di Regione, Province, Comuni e associazionismo”, perché “dopo 10 anni di esperienza abbiamo verificato che se non c’è collaborazione tra le istituzioni il problema non si può risolvere”. “È importante – dice Cavaliere – sentire che c’è una istituzione al tuo fianco”.La legge, inoltre, “piace quando fa riferimento al mondo della scuola perché bisogna intervenire sui giovani nel momento della formazione”. Giudicato “importante” il fatto che “la legge – dice – preveda sostegno economico, assistenza legale e consulenza aziendale”. “Sicuramente il problema in Puglia è così diffuso che 1 milione di euro servirà a ben poco”, però “si potrebbe chiedere – conclude – già dalla legge di bilancio 2007 un incremento” dei fondi.a cura di Antonio Rubino(12 aprile 2006)