PUGLIA

Sarà primavera?

Una cabina di regia per le politiche per l’infanzia

Il 6 luglio è stato firmato un protocollo d’intesa tra Regione, Ufficio scolastico regionale, Anci e Upi Puglia, Cgil, Cisl e Uil che, come prevede l’Accordo Stato–Regioni del 14 giugno, istituisce una cabina di regia regionale per l’avvio delle “sezioni sperimentali aggregate alle scuole dell’infanzia e agli asili nido” (“sezioni primavera”), per i bambini tra i 2 e 3 anni. L’avvio, a settembre, è subordinato alla approvazione di progetti. Saranno privilegiati quelli che, tra l’altro, potranno garantire la presenza di personale qualificato e l’incremento dell’offerta educativa. L’iniziativa ha l’obiettivo di rafforzare in Puglia le politiche locali per l’infanzia e diffondere una cultura attenta ai bambini da 0 a 6 anni. La cabina di regia governerà l’iniziativa di cui all’Accordo Stato-Regioni e si assumerà la responsabilità pubblica di regolare e verificare il livello qualitativo dei servizi socioeducativi.Calata dall’alto. “L’iniziativa è positiva – dice Antonio Passiatore, vicepresidente regionale della Associazione genitori scuole cattoliche (Agesc) –  perché risponde a una esigenza sentita da tante famiglie”. Tuttavia, “ce la siamo vista calare dall’alto: i genitori non sono stati né interpellati né ascoltati nella preparazione del provvedimento”. “Presso la Direzione scolastica regionale – prosegue – esiste da anni un Forum delle associazioni di genitori operanti nella scuola, a cui non è stata data nessuna comunicazione. Scuola e politica sono autoreferenti; manca la cultura che vede nella scuola un servizio sussidiario ai genitori. Il diritto-dovere di educare, per natura, compete solo ai genitori”. “Ci sono – continua – da una parte belle parole e dichiarazioni di intenti lodevoli e dall’altra parte s’ignorano i principi di sussidiarietà e partecipazione. Non c’è un tavolo di concertazione in cui le associazioni dei genitori o lo stesso Forum delle associazioni familiari siano coinvolti. Siamo trattati da sudditi e non da cittadini”.L’Agesc nazionale, con un “libro bianco” ha fatto notare un ulteriore controsenso sulla iniziativa nazionale delle classi primavera “perché chi è ora al governo aveva criticato di precocismo gli anticipi autorizzati dalla legge 53/2003, che prevedeva la presenza di bambini di 30 mesi, ora il precocismo è ancor più accentuato, visto che prevede l’iscrizione di bambini di 24 mesi; oltretutto, la Finanziaria non ha mai abrogato la norma generale sugli anticipi! Ci chiediamo: un bambino che compia i 3 anni entro il 31 dicembre, dovrà iscriversi alla sezione primavera o alla scuola d’infanzia?”. “La situazione – conclude – non è ancora chiara, aspettiamo di vedere cosa accadrà a settembre”.Positiva ma con dubbi. “Le sezioni primavera – afferma Rosalinda Cassibba, ordinario di psicologia dello sviluppo all’Università di Bari – sono una novità di grande rilievo, soprattutto in Puglia dove esiste il peggior rapporto tra asili nido e numero di bambini”. Tale sperimentazione, tuttavia, “non può trascurare i bisogni dei bambini di 2-3 anni per incontrare le esigenze dei genitori; essa, cioè, deve garantire in primo luogo la qualità del servizio offerto”. L’accordo della conferenza unificata “indica alcuni criteri di qualità per la sperimentazione della nuova offerta (caratteristiche dei locali, rapporto numerico insegnanti-bambini) a valere in assenza di una normativa regionale; tali indicazioni rispecchiano le caratteristiche degli asili nido attuali”, così come è anche previsto dal protocollo pugliese: “Sulla carta, quindi, le sezioni primavera si prospettano come una proposta educativa di qualità”.Ciononostante, l’accordo della conferenza unificata fa sorgere perplessità. La prima “riguarda la possibilità di istituire sezioni primavera anche all’interno degli asili nido e non esclusivamente nelle scuole dell’infanzia. Se tale scelta è giustificata dall’opportunità di disporre di arredi e strutture idonee ai bambini di 2-3 anni, mi sfugge il significato educativo di tali sezioni in una struttura che prevede già un servizio per questa fascia di età. In che cosa si differenzieranno, dal punto di vista educativo, le sezioni dei divezzi dalle primavera? Se, come prevede l’istituzione delle sezioni primavera, la retta corrisposta dalle famiglie sarà più ridotta rispetto a quella per l’asilo nido, esisteranno sezioni più economiche nella stessa struttura?”.Tali dubbi cadono “qualora le sezioni primavera nascano all’interno della scuola dell’infanzia ma, in tal caso, la struttura potrebbe trovarsi a dover sostenere dei costi” per incontrare alcune esigenze dei bambini più piccoli. Un’ultima perplessità, “specifica della situazione pugliese”, riguarda l’assenza nella cabina di regia regionale di “una figura deputata a monitorare la qualità del servizio offerto in relazione alle esigenze del bambino”. Testimoni privilegiati o esperti sono previsti “solo su richiesta delle parti”. Anche il monitoraggio appare più focalizzato “sulle esigenze degli adulti e sugli aspetti burocratici” piuttosto che su quelli educativi e “sul soddisfacimento dei bisogni di crescita dei bambini”.a cura di Antonio Rubino(01 agosto 2007)