"La Bibbia è la base del dialogo ecumenico e lo strumento principale di tale dialogo sull’aspetto sia dottrinale sia spirituale e pastorale". È quanto ha sottolineato il card. Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, intervenendo al Sinodo dei vescovi sulla "Parola di Dio" (Vaticano, 5-26 ottobre). Una sintesi dell’intervento, non pronunciato in aula ma consegnato per iscritto, è riportata nel bollettino sinodale odierno. La Bibbia, ha ribadito il cardinale, "è veramente il legame ecumenico per eccellenza. Malgrado tutte le tristi divisioni nella storia della Chiesa, la Parola di Dio, testimoniata soprattutto nella Sacra Scrittura, è rimasta l’eredità comune. Nient’altro unisce le Chiese e le Comunità cristiane come la Bibbia". Per il card. Kasper, "la comune Lectio Divina è il metodo ecumenico privilegiato. Tale dialogo nei decenni passati ha portato molti frutti positivi… Incoraggiamo l’opera ecumenica, che secondo il Concilio Vaticano II è un impulso dello Spirito e come speriamo il cantiere della Chiesa del futuro". Oggi, i lavori del Sinodo proseguono nei Circoli minori (Sessioni VII e VIII) per la preparazione degli emendamenti collettivi alle Proposizioni finali. Questa sera, le varianti collettive verranno consegnate alla segreteria generale per ulteriori approfondimenti.