(M.Chiara Biagioni, inviata Sir a Bruxelles/ Malines) – L’appello dei 138 saggi musulmani ai leader delle chiese cristiane è "una mano tesa che viene accettata molto volentieri dai responsabili delle chiese cristiane". Così mons. Pero Sudar, vescovo ausiliare di Sarajevo, a margine della Conferenza islamo-cristiana che sta riunendo dal 20 al 23 ottobre una cinquantina di musulmani e cristiani a Bruxelles sul tema della cittadinanza europea. Tra i 138 firmatari della Lettera "Una Parola comune" c’è anche il Gran Muftì di Bosnia ed Erzegovina, Mustafa Ceric. "Ritengo che questa iniziativa – dice mons. Sudar – sia molto importante perché è venuta in un momento in cui si temeva uno scontro diretto degli intellettuali e si avvertiva il pericolo che si seguisse la via dello scontro. Questa lettera è una mano tesa. Si tratta quindi di un buon inizio perché si sta finalmente capendo che nessuna religione, nessuna Chiesa o comunità religiosa è credibile oggi nel mondo se non trova modo di collaborare con le altre Chiese e comunità religiose. Vedo queste iniziative con molta speranza e fiducia". "Noi – aggiunge mons. Sudar – abbiamo una esperienza secolare di convivenza delle diverse etnie e religioni e possiamo testimoniare che questo possibile. D’altra parte possiamo purtroppo anche testimoniare che tutto finisce in una sciagura se il dialogo con l’altro non viene alzato a livello di una opzione preferenziale".