(M.Chiara Biagioni, inviata Sir a Bruxelles/Malines) – Attesa per la riunione che si terrà in Vaticano il 4 e 5 novembre con i 138 firmatari della Lettera "Una Parola comune" perché "è importante che le voci a favore del dialogo si facciano sentire in una società in cui i professionisti della paura e i divulgatori della violenza e dell’odio parlano molto e vengono molto più facilmente ascoltati". A parlare è l’Imam Azzedine Gaci, responsabile del Consiglio regionale del culto musulmano della regione francese Rhone-Alpes caratterizzata da una forte presenza musulmana. "E’ evidente – aggiunge Gaci, parlando a margine della Conferenza europea islamo-cristiana del Ccee e Kek in corso a Bruxelles – che in Europa c’è un rinnovato interesse per il dialogo interreligioso, per l’incontro tra le comunità religiose. E’ assolutamente necessario che i responsabili religiosi cristiani e musulmani prendano le loro responsabilità, facciano sentire la loro voce e si facciano promotori di un mondo riconciliato". Gaci ritiene importante però che queste iniziative a livello istituzionale abbiano poi "una ricaduta a livello di base. Quello che importa alla fine è ciò che l’imam andrà a dire nella sua predicazione il venerdì in moschea e quello che dirà il sacerdote la domenica a messa. Quindi ben vengano questi incontri a livello istituzionale, ma occorre lavorare alla base e quindi costruire occasioni di incontro tra famiglie cristiane e musulmane e condividere esperienze di vita nel quotidiano".