Il ministero del lettorato anche alle donne: è uno degli auspici che emergono dal sinodo dei vescovi in corso in Vaticano. A parlarne stamattina con i giornalisti è stato mons. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la cultura che si è anche detto "favorevole" a questa ipotesi. Riferendo della presenza ai lavori sinodali di "uditrici", mons. Ravasi ha ricordato, che "la catechesi in larga parte oggi è tenuta da donne. Una presenza femminile che parte già dalla famiglia". Il presidente del Dicastero vaticano ha sottolineato che "l’esegesi femminista, in senso stretto, è ormai piuttosto marginale. Ha avuto una funzione nello stimolare l’analisi dei testi biblici per il fatto che erano costruiti nell’ambito di una società patriarcale. Hanno, infatti, una espressione di tipo maschilista e modalità che appartengono ad una visione certamente datata. L’esegesi femminista ha avuto il vantaggio di aver posto l’attenzione sul fatto che quello era l’involucro e non il messaggio". Tuttavia, ha concluso, "sulla scia di questo si è arrivati a forme palesemente sbagliate anche sotto un profilo critico, perché se perdo il linguaggio di riferimento poi perdo anche il testo".