SINODO DEI VESCOVI: MONS. RAVASI, "GIOVANI E BIBBIA, LA SFIDA DEL LINGUAGGIO"

"Quello del rapporto dei giovani con la Parola è uno dei temi decisivi insieme con quello del linguaggio delle nuove generazioni". Lo ha ricordato oggi mons. Gianfranco Ravasi, presidente del pontificio Consiglio per la cultura intervenendo ad un briefing con la stampa in occasione del Sinodo dei vescovi in corso in Vaticano. "Il linguaggio dei giovani – ha spiegato mons. Ravasi – già ha una grammatica diversa e sta acquistando forme sempre più nuove rispetto al normale linguaggio della nostra comunicazione. Non parlo di forme comunicative come i messaggini, di sms, ma di un linguaggio molto connotato. Se devo dunque pensare ad una pastorale della Bibbia per giovani il primo terreno è il linguaggio". L’esigenza, infatti, "è quella di custodire il contenuto ed il messaggio. Non basta fare una cosa spumeggiante per attirare l’attenzione dei giovani, devo riuscire ad essenzializzare il contenuto delle Scritture in un linguaggio più ristretto. Se dieci anni fa i giovani avevano un vocabolario di 800 parole ora ne hanno uno di meno di 400, quando l’italiano ha 150 mila parole. La sfida sta qui: come fare per comprimere in questi 400 vocaboli la ricchezza del messaggio biblico. Credo che su questo campo le chiese dovranno impegnarsi molto". "Non meno faticoso – appare a mons. Ravasi – è poi comunicare la Bibbia ai bambini. In questo compito la famiglia gioca un ruolo fondamentale, in particolare la mamma, che è quella che sa meglio svelare la profondità del messaggio grazie ad una innata conoscenza simbolica".