BENEDETTO XVI: AI CHIRURGHI, "RISPETTARE LA DIGNITÀ UMANA SEMPRE" (3)

Proseguendo nel suo discorso, Benedetto XVI ha fatto poi riferimento all’ "insistenza con cui oggi si pone in risalto l’autonomia individuale del paziente" che – ha rilevato – "deve essere orientata a promuovere un approccio al malato che giustamente lo consideri non antagonista, ma collaboratore attivo e responsabile del trattamento terapeutico". Dopo aver affermato che "è innegabile che si debba rispettare l’autodeterminazione del paziente, senza dimenticare però che l’esaltazione individualistica dell’autonomia finisce per portare ad una lettura non realistica, e certamente impoverita, della realtà umana", ha poi aggiunto che "la responsabilità professionale del medico deve portarlo a proporre un trattamento che miri al vero bene del paziente, nella consapevolezza che la sua specifica competenza lo mette in grado in genere di valutare la situazione meglio che non il paziente stesso". Secondo Benedetto XVI, "è invece molto importante non estromettere dalla relazione terapeutica il contesto esistenziale del paziente, in particolare la sua famiglia. Per questo occorre promuovere il senso di responsabilità dei familiari nei confronti del loro congiunto: è un elemento importante per evitare l’ulteriore alienazione che questi, quasi inevitabilmente, subisce se affidato ad una medicina altamente tecnologizzata, ma priva di una sufficiente vibrazione umana".