Chiedono, perciò, che venga aperta una inchiesta sull’assassinio dello Swami e inchieste separate sulla ragazza indù bruciata viva e sulla religiosa delle Missionarie della Carità violentata in pubblico davanti a poliziotti che non hanno fatto niente. I vescovi continuano a chiedere "una forte e rigorosa azione nei confronti degli autori di questi crimini" e un "giusto risarcimento alle persone colpite e alle istituzioni". Chiedono inoltre che, nei casi in cui la gente si faccia giustizia da sola, "la polizia sia incaricata di agire in conformità con la legge, con giustizia e senza pregiudizi". Per questo motivo ritengono necessaria la presenza della polizia privata Crpf, visto "che le persone hanno perso la fiducia nella polizia locale". Questo, concludono, "è il minimo che ci aspettiamo dal governo, che ha il dovere di tutelare i diritti e la libertà di ogni singolo cittadino, come garantito dalla Costituzione". La dichiarazione congiunta è stata rilasciata a conclusione di un incontro sulla "violenza contro i cristiani in Orissa" che si è svolta presso la sede della Conferenza episcopale indiana a New Delhi, il 16 -17 ottobre scorsi. Presenti all’incontro anche il card. Vincent Concessao, arcivescovo di Delhi ed il vescovo Jacob Mar Barnabas, del rito siro-malankarese della Chiesa cattolica e i segretari delle Commissioni episcopali.” “