Secondo i medici e gli operatori sanitari l’emendamento "avrà ripercussione sulla salute collettiva con il rischio di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili, a causa dei ritardi negli interventi e la probabile irreperibilità dei destinatari di interventi di prevenzione". Produrrà, inoltre, "un significativo aumento dei costi in quanto comunque le prestazioni di pronto soccorso dovranno essere garantite" e spingerà molti operatori ad una "obiezione di coscienza" per il primato di scelte etiche e deontologiche. "In un momento di trasformazione sociale e di sofferenza economica sottolineano -, questo atto va ad intaccare il cosiddetto ‘capitale sociale’ della società (contrasto tra italiani e stranieri, diritti negati e nascosti, radicale differenza nell’approccio professionale)", che può essere "condizione per una deriva nel conflitto sociale, le cui prime avvisaglie stiamo già vivendo negli ultimi tempi". "Come medici ed operatori sanitari concludono – ci appelliamo perché piuttosto che logiche di partito prevalga, alla luce delle evidenze tecnico scientifiche e di consolidate politiche sanitarie, un approccio intelligente e concreto di sanità pubblica".