"Se la contemplazione cristiana non può prescindere dalla Parola di Dio ha proseguito Benedetto XVI – anche il Rosario, per essere preghiera contemplativa, deve sempre emergere dal silenzio del cuore come risposta alla Parola, sul modello della preghiera di Maria". A ben vedere, ha sottolineato il Papa, "il Rosario è tutto intessuto di elementi tratti dalla Sacra Scrittura. C’è innanzitutto l’enunciazione del mistero, fatta preferibilmente con parole tratte dalla Bibbia. Segue il Padre nostro: nell’imprimere alla preghiera l’orientamento ‘verticale’, apre l’animo di chi recita il Rosario al giusto atteggiamento filiale". La prima parte dell’Ave Maria, tratta anch’essa dal Vangelo, poi, "ci fa ogni volta riascoltare le parole con cui Dio si è rivolto alla Vergine mediante l’Angelo, e quelle di benedizione della cugina Elisabetta. La seconda parte dell’Ave Maria risuona come la riposta dei figli che, rivolgendosi supplici alla Madre, non fanno altro che esprimere la propria adesione al disegno salvifico, rivelato da Dio". Così, ha evidenziato il Santo Padre, "il pensiero di chi prega resta sempre ancorato alla Scrittura e ai misteri che in essa vengono presentati". (segue)