CONVEGNO "FIDES ET RATIO": GREISCH (FRANCIA), LA DOMANDA SULLA "VERITÀ PIÙ PROFONDA"

La domanda "primordiale", pre-filosofica, cui cercano di rispondere le scienze dell’uomo, è: chi è l’uomo? Chi siamo noi? Il "grande merito" dell’enciclica "Fides et ratio" è di "aver ricordato che l’umanità non ha atteso la nascita della filosofia per interrogarsi sull’uomo e sul senso della vita", anche se è "questa la domanda fondamentale del pensiero filosofico". Lo ha detto, oggi pomeriggio, il filosofo francese Jean Greisch, intervenendo al convegno "Fiducia nella ragione", che conclude domani la sua tre giorni alla Pontificia Università Lateranense, nel decimo anniversario dell’enciclica "Fides et Ratio" di Giovanni Paolo II. La domanda sull’uomo, ha continuato Greisch, è "presente fin dalle prime pagine nella Bibbia". "L’uomo è simile ad un soffio e il suo giorno è un’ombra che passa": è questa la percezione "angosciosa" che l’essere umano ha della sua esistenza terrena. "Fin da subito, la domanda": "chi è l’uomo?" si accompagna a quella, "ad essa indissolubilmente legata": "chi sono io?". L’enciclica di Papa Wojtyla, che festeggia il decennale, "ci invita a non smettere di interrogarci sulla nostra verità più profonda di essere umani e sul fine della vita", ha concluso Greisch.” ” ” “