A poche ore dalla scadenza, domani 18 ottobre, delle regole per i giornalisti stranieri introdotte in Cina nel gennaio 2007, Reporters sans frontières chiede alle autorità di Pechino di sostituirle con misure che garantiscano una protezione migliore e permanente agli operatori dei media. "La libertà di movimento e di interviste accordata in occasione dei Giochi olimpici ha costituito un passo avanti per i media internazionali presenti in Cina afferma l’organizzazione che si batte per la libertà di stampa -; sebbene questi diritti non siano poi stati sul campo del tutto rispettati, hanno certamente agevolato il lavoro dei giornalisti stranieri". Ora però Rsf esprime "stupore per il silenzio fino all’ultimo minuto del governo circa il futuro della stampa internazionale" e sottolinea che "lo scadere delle regole temporanee avrebbe dovuto costituire l’opportunità per l’introduzione di norme volte a garantire reale libertà di movimento, anche in Tibet, e libertà di intervistare le persone, anche gli ufficiali, insieme alla protezione della riservatezza delle comunicazioni e delle fonti giornalistiche". Secondo l’associazione dei corrispondenti esteri a Pechino, dal 1° gennaio 2007 sono stati 336 i casi di interferenza nell’attività giornalistica, fra operazioni di sorveglianza, divieti di accesso, arresti e aggressioni fisiche.” ” ” “