"Instancabile promotore di pastorale sociale nelle Acli e nella Chiesa. Uomo e sacerdote di grande levatura e straordinaria formazione, fu capace di entusiasmare e dare obiettivi ad un’intera generazione". Così Andrea Olivero, presidente delle Associazioni cristiane lavoratori italiani (Acli), ricorda mons. Santo Bartolomeo Quadri, assistente nazionale delle Acli dal 1955 al 1964 "quando divenne vescovo e partecipò al Concilio Vaticano II come perito all’elaborazione della Gaudium et spes". La sua attività di assistente nazionale, si legge nella nota Acli, "si caratterizzò per l’attenzione alla spiritualità del lavoro e al percorso di autonomia politica che caratterizzò le Acli negli anni successivi. Sacerdote stimato presso l’episcopato e dagli assistenti locali delle Acli, caratterizzò il suo ministero per l’equilibrio delle posizioni in un mondo in profondo mutamento". Da vescovo e da presidente della Commissione Cei per i problemi sociali e del lavoro, ebbe poi "uno sguardo pieno di affetto nelle successive vicende delle Acli, di cui difese sempre la ‘scomoda’ democraticità in anni di scelte difficili e anche dolorose".