1.560 famiglie cristiane, per un totale di circa 9.360 persone, risultano sfollate da Mossul. E’ quanto dichiarato oggi a Ginevra dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) riferendo dati delle autorità irachene. Secondo il portavoce Ron Redmond dell’Unhcr, questo numero corrisponderebbe alla metà della popolazione cristiana della città del nord dell’Iraq. Molti degli sfollati sono stati accolti da familiari e amici, altri avrebbero trovato rifugio in spazi pubblici. Per tutti, ha spiegato Redmond, c’è bisogno di cibo, acqua, coperte e occorrente per l’igiene.” “"Mosul è la antica capitale religiosa in Iraq – commenta al Sir mons. Raymond Moussalli, vicario del vescovado caldeo in Giordania e che da tempo si occupa dei circa 20 mila rifugiati cristiani iracheni nel regno Hashemita – qui affondano le radici della cristianità irachena. Le persecuzioni contro i cristiani hanno anche un valore altamente simbolico. Scacciarli da Mosul significa, simbolicamente, mandarli via da tutto l’Iraq. Stiamo assistendo ad una vera e propria guerra al cristianesimo, bisogna rendersene conto, prima che sia troppo tardi. Un Iraq senza cristiani conclude – sarà un Paese più povero e ciò avrà ripercussioni negative sui cristiani di tutto il Medio Oriente. Pensiamo a Betlemme, prima era una città cristiana oggi non più…”.” ” ” “