Si vuole poi "consolidare la presa di coscienza ecclesiale circa la presenza in mezzo a noi di persone che vivono nella e della strada, incoraggiando le comunità locali e parrocchiali a essere accoglienti verso costoro; dilatare la prospettiva del Pontificio Consiglio nella comprensione della pastorale della strada, per l’aiuto e l’incoraggiamento che si dovrà offrire a coloro che sono impegnati in questo apostolato". Secondo i dati offerti dal Pontificio Consiglio della pastorale per i migranti e gli itineranti emerge che "ogni anno sulle strade nel Continente latinoamericano le vittime siano 122.000, con circa 30-50 feriti gravi per ogni morte considerata". Rispetto alle donne che vivono in strada, è importante "riconoscere che lo sfruttamento sessuale, la prostituzione e il traffico di esseri umani costituiscono una grave violazione dei diritti umani fondamentali". I ragazzi di strada sono "una delle sfide più impegnative e inquietanti del nostro tempo, anche per la Chiesa". In quanto ai senza fissa dimora, in America Latina e nei Caraibi circa 127 milioni di persone non hanno casa o vivono nelle baraccopoli. L’incontro di Bogotà "mira non solo a studiare la risposta ecclesiale alle necessità primarie delle persone in questione, ma anche a individuare nuove strategie per la promozione della dignità e del valore di ogni persona, della loro evangelizzazione".