"Come il clown del villaggio non viene creduto se annuncia un incendio, perché veste i panni del mestiere, così anche il Magistero della Chiesa non viene ascoltato quando propone un’analisi della realtà", spesso, purtroppo, "anche dai credenti", che sono "tentati dall’incredulità" e tra i quali "serpeggia la tentazione dell’incertezza". E’ quanto ha affermato il segretario di Stato Vaticano cardinale Tarcisio Bertone, presiedendo questo pomeriggio i lavori del convegno "Fiducia nella ragione", che si chiude sabato 18 alla Pontificia Università Lateranense, nel X anniversario dell’enciclica "Fides et ratio". Eppure ha continuato il card. Bertone "la religione offre alla ragione, in particolare, alla filosofia, contributi che non può ignorare, come l’idea di un essere-Persona, o meglio, proprio di persona, oppure della finalità nella natura". La filosofia, dunque, che "spesso si occupa di temi delle scienze, perché trascura le questioni della religione?". Nell’enciclica di Giovanni Paolo II vi è un invito a riscoprire "la passione per la verità, che ci spinge a rientrare nell’intimo di noi stessi per conoscere la nostra più propria verità". Questa passione per la verità, "per i credenti ha concluso il cardinale non può che essere accompagnata dalla costante preghiera".